Fonte : Accordo.it
CHIPOPHONE
Se il nome di questo strumento può sembrarvi assurdo, aspettate di vedere il progetto. Chipophone è il risultato dell’ambizione di un ragazzo svedese che, preso un vecchio organo elettrico lo ha trasformato con cura in un 8-bit synthesizer.
Un progetto a dir poco singolare iniziato nel momento in cui, causa disuso, un amico di Linus Åkesson – inventore del Chipophone – gli chiede se vuole accettare in dono un vecchio organo elettrico. Åkesson accetta ponendo un unica condizione: avere la libertà di modificarlo e/o utilizzarlo per i suoi esperimenti.
L’organo in questione non era assolutamente tra quelli classificabili come introvabili ma un modello di serie reperibile in un qualsiasi negozio di strumenti musicali svedese. In pratica; nessun organo elettrico di valore è stato maltrattato.
Risolti i problemini riscontrati sullo strumento (prevalentemente falsi contatti), il lavoro all’orizzonte si presentava ben differente dalla semplice riparazione di un tasto. Per comprendere bene il funzionamento dei circuiti dell’organo elettrico, Åkesson si dovette armare di pazienza e affidarsi al Reverse engineering con il quale apprese le informazioni necessarie. Iniziarono le prime fasi verso la realizzazione del Chipophone.

Ecco l'organo nella sua forma originaria
Far parlare il linguaggio MIDI al vecchio organo elettrico, era una delle fasi più importanti. Molti già in questa fase avrebbero probabilmente trasportato il tutto nella discarica più vicina calciando malamente la carcassa del povero strumento. Non Åkesson (coraggioso…). Ogni singolo tasto, pedale, knob, è stato convertito in un interruttore, scollegato dalla scheda alla quale era collegato e connesso a un microcontroller capace di convertire i segnali provenienti da ciascun interrruttore in un segnale MIDI. I cavi provenienti dai “nuovi” interruttori sono stati poi connessi a una serie di chip a 8-bit (74HC165) collegabili in cascata in una sola linea seriale. 15 chip per gestire 120 segnali in ingresso suddivisi in: 44 tasti, 13 pedali, e qualche interruttore.
Appurata la bontà dei segnali MIDI, connettendo banalmente la tastiera a un computer, è iniziata la creazione di un sintetizzatore basato sul microcontroller 8-bit ATMEGA88 dotato di otto generatori di forme d’onda indipendenti e modulazione ad anello.
La line-out scavalca l’amplificatore e gli altoparlanti dei quali era dotato in origine l’organo elettrico. In questo modo, per il funzionamento del Chipophone, sono necessari appena 5V. L’inventore non esclude comunque di utilizzare in seguito l’amplificatore, gli altoparlanti e il riverbero a molla integrati nel vecchio organo.
Chipophone dispone inoltre di Step sequencer (8 step) e Arpeggiatore.
A dir poco un lavoro estenuante, forse folle, ma visto il video seguente direi un ottimo lavoro (sempre che si riesca ad apprezzare la 8-bit music).
Beh, devo dire che questo articolo mi ha molto incuriosito! Veramente pr0!
Ok,ok, magari il contenuto di questo articolo è di difficile comprensione, soprattutto per i neofiti… per gli altri è puro divertimento.
Ecco il video:
Bene, anche per oggi abbiamo finito! Ciao e alla prossima puntata, dedicata al colossus Modular Moog!






















